Autodifesa
Karate al femminile

Molti pregiudizi infondati, condannano le Arti Marziali ad una sterile esibizione di forza bruta, che uniti ad un condizionamento culturale tuttora esistente, tiene molte persone, soprattutto donne lontane dal Karate.
Una ingiusta fama di violenza, vuole si impari solo a picchiare, le innumerevoli squadre sportive, dedite solo a gare, vogliono che il karate sia inefficace, sono entrambi gravi errori.
Spesso si inventano di sana pianta “corsi di autodifesa” in poche lezioni, accompagnati da grande pubblicità, diffidate della loro effettiva utilità, vengono studiati per attirare le donne e chi non ha esperienza, ma non possono fornire vero insegnamento, solo false sicurezze, che sono molto peggio di niente.
Infatti, pensando di essere davvero capaci di difendesi, molti si trovano davanti alla triste realtà in maniera brutale, perchè poche lezioni non servono a nulla.
Questi corsi sono troppo blandi, non insegnano a fermare un aggressore motivato, sarebbe come pretendere di imparare a cucinare in pochi giorni, giusto per fare un esempio.
Disgraziatamente non è tutto, perché corsi del genere trascurano completamente gli aspetti mentali che ispira il karate, vero e proprio “libretto delle istruzioni” che permette di auto controllarsi, cioè di non farsi prendere dal panico, del resto l’aggressione è sempre improvvisa ed inaspettata.
Ai praticanti di Karate non interessano i muscoli, non servono a molto, perché innanzi tutto si tratta di una disciplina di pensiero e di volontà: “Vincere senza combattere”, questa è l’idea dei Karateka (praticanti di Karate), che parte sempre dal concetto di non subire e di non reagire, se possibile.
Il minor panico che deriva dalla accresciuta fiducia in se stessi, accompagnata dalla calma che si impara a conservare, possono spiazzare l’avversario e rendere inutili eventuali scontri, dato che in genere l’aggressore preferisce una preda indifesa, non certo una con lo sguardo fermo e deciso.
La pratica assidua del Karate porta tutti a fare i conti con se stessi, ognuno avverte lo stretto legame tra corpo e anima, il vincolo indissolubile tra i movimenti del corpo e la propria personalità.
A quel punto si può accettare l’occasione per conoscere davvero se stessi, poiché praticare il Karate è innanzi tutto perdere pregiudizi, paure, maschere, ansie, facendosi recettori dell’insegnamento trasmesso nelle lezioni, con semplicità d’animo ed umiltà di cuore.
Li potete essere voi stessi e basta, consci dei vostri pregi e difetti, desiderose di progredire sempre senza ansie, proprio come fa un palloncino che sale in cielo, perché è la sua natura farlo.
Senza stress o forzature dovute alla ricerca di risultati sportivi, uscirà allo scoperto la parte più nascosta di voi, che insieme al rigore ed alla costanza nella pratica, vi darà la gioia dell’accettarsi come si è e la sicurezza ed autostima che derivano da questo.
Non dovrebbe esistere competizione nel Karate, se non quella sana di ciascun praticante con se stesso, con il solo scopo di migliorarsi e superare tutti i propri limiti fisici e mentali, credendo nelle proprie capacità e conoscenze, senza bisogno di ostentarle.
È chiaro quindi che il Karate è adatto a molte persone, durante l’allenamento mai nessuno pensa se ha di fronte un uomo o una donna, le donne non hanno indulgenze o considerazione della propria natura, si ha dì fronte solo un altro karateka e basta, questa è la garanzia di imparare davvero a difendersi.
In altre parole, si realizza nel Karate quella parità rispettosa delle differenze, che molti non ottengono nella vita quotidiana, perché tutti cercano lo stesso risultato, l’allenamento del corpo e della mente, ciascuno combattendo le proprie debolezze, con la tranquilla consapevolezza dei propri limiti, che cerca di elevare.
La nostra politica di rifiuto dell’agonismo, pone tutti a non voler prevalere sugli altri, evitando invidie o malumori di qualsiasi tipo, pratichiamo tutti con gioia, la crescita di uno è la crescita di tutti, non esistono allievi di serie A e B, esiste solo l’Insegnante e gli allievi, tutti uguali e desiderosi di migliorare, davanti al karate.
Una donna che sceglie il Karate, non crede di divenire invincibile, non vuole dimostrare di essere un uomo, ma vuole imparare a difendersi, a rispettare se stessa, e ad avere maggiore fiducia nelle proprie reali capacità, impegnandosi per migliorare sempre, per se stessa, non per una sterile medaglia.